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LE RASSEGNE E I FESTIVAL

10-11-2007 - CANTIERE DI TEATRO D'ARTE - III EDIZIONE

Cantiere di Teatro d'Arte - III^ edizione

21 – 30 giugno 2002  Ostello S. Nicola, Sermoneta (LT)

CORPO E ARTIFICIO


Il Cantiere di teatro d’Arte, organizzato dalla Compagnia Opera Prima, è una manifestazione  giunta ormai alla sua terza edizione. Nato nel 2000, a Sermoneta (LT),  intorno ad un laboratorio e ad una performance finale degli allievi partecipanti, già dallo scorso anno il progetto si è ampliato, le settimane di lavoro sono diventate due ed è stata organizzata una piccola rassegna che ha ospitato tre spettacoli teatrali. Dalla seconda edizione sono stati coinvolti  anche il Comune di Sermoneta e la Provincia di Latina che hanno dato con entusiasmo il loro patrocinio alla manifestazione.
Visto l’insperato e lusinghiero riscontro delle due passate edizioni, si è pensato quest’anno di arricchire ulteriormente il cartellone della manifestazione con una serie  di incontri ed iniziative indirizzati ad un numero crescente di destinatari.
Il progetto  dell’edizione del Cantiere  del 2002, oltre ai tradizionali corsi sulle tecniche attoriali,  prevede una serie di incontri con artisti,  insegnanti e studiosi di discipline teatrali; parallelamente è stato aumentato il numero di spettacoli  ospiti della rassegna.
La Compagnia Opera Prima, realtà organizzatrice del Cantiere Internazionale d’Arte, tiene particolarmente acché tale  manifestazione divenga nel corso degli anni un appuntamento stabile, continuativo dal respiro internazionale;  il Cantiere, nelle nostre intenzioni, non  deve costituire  unicamente un’offerta   rivolta ad allievi attori, danzatori ma una vera e propria vetrina  delle arti teatrali, un’occasione  di reale e vivo incontro tra artisti, allievi, studiosi,  dove ognuno si rende testimone della propria identità artistica  nel grande villaggio globale  dell’arte teatrale.
Il progetto è pensato ed attuato in una giovane provincia come quella pontina che  da tempo si trova agli ultimi posti  nel panorama nazionale per  le offerte culturali proposte. L’iniziativa    si svolge in  diversi spazi,  scelti tra quanti  valorizzano la storia, la cultura e la tradizione del paese di Sermoneta; ogni luogo diventa teatro di eventi e performance e attua un tentativo di coinvolgimento della gente in veste di spettatori e di possibili protagonisti di brevi azioni  performative.
Non esiste una realtà, nel nostro territorio, dove si tenta di coniugare la didattica teatrale, gli eventi spettacolari, il confronto tra  artisti,  studiosi, critici, il coinvolgimento della cittadinanza e del pubblico in generale. L’idea, ambiziosa quanto si vuole, è di consolidare negli anni questo appuntamento sia incrementando il numero dei corsi   aperti agli allievi,  con docenti sempre più qualificati, sia dando vita ad una crescente qualità degli  eventi spettacolari e sia favorendo  la partecipazione di realtà professionali sempre più importanti al punto  da auspicarci di giungere, nel prossimo triennio, ad un degno riconoscimento della manifestazione  in ambito nazionale ed internazionale .
Da tempo la nostra Compagnia  ha avviato rapporti di collaborazione con diverse realtà od enti nazionali  e non, tra cui il Teatro Popolare d’Arte di Firenze, il Centro MKFM di Pula in Croazia,  la Cattedra  di Iconografia teatrale  del corso di laurea D.A.M.S. dell’Università della Calabria ed altri ancora  proprio al fine di rendere la manifestazione sempre più importante e densa di incontri.
L’organizzazione del Cantiere viene curata in collaborazione con la Cooperativa di servizi “Progetto Futuro”  che si occupa di interventi nel sociale e di iniziative culturali. 

Il tema centrale del Cantiere quest’anno ruota intorno alla contrapposizione tra corpo e artificio

Che cos’è il movimento naturale del corpo?
Perché gli automi teatrali sembrano più veri  degli attori?
L’arte drammatica può essere considerata oltre il principio di finzione?
Ci presentiamo con questi e altri interrogativi affini ai lavori del Cantiere che quest’anno giunge alla sua terza edizione.
Questioni determinanti per una pedagogia teatrale che abbiamo cercato di elaborare nelle precedenti edizioni, evidenziando il problema della formazione dell’attore non sulla trasmissione di tecniche espressive già collaudate ma sulla base di elementi innovativi della tradizione stessa.
Il corpo dell’attore è stato al centro della fenomenologia del 900 teatrale e all’alba di questo terzo millennio permette un modello esemplare di lavoro e di continuità di ricerca. Questo ancora per il grado di complessità raggiunto dalle nostre società e per effetto della quotidiana difficoltà degli individui a vivere e riconoscersi nella “fisicità” dei loro corpi. Corpo e artificio sembrano porsi come poli di un campo dai confini incerti dove agiscono forze che sembrano attrarsi e respingersi a fasi alterne con una conseguente perdita di senso e di valore delle azioni fisiche.
Per questo motivo vorremmo poter considerare con più attenzione il senso del fare teatro oggi ed avviare i lavori del Cantiere tenendo conto dei nuovi bisogni delle ultime generazioni che si affacciano al teatro.
Proponiamo dunque un itinerario vario e articolato  capace di mettere bene a fuoco le diverse esperienze. Sarà possibile riflettere sul valore delle testimonianze dei maestri che ci hanno preceduto e torneremo a studiare con più attenzione l’insegnamento di alcune culture teatrali ispirate alla tradizione.
Allo stesso tempo, da questa edizione, sarà possibile incontrare e lavorare con alcuni protagonisti che fanno teatro nell’area del disagio e dell’emergenza sociale.
Infine dedicheremo delle giornate di studio con la partecipazione di studiosi e artisti di varia provenienza sul tema attualissimo del confine tra realtà e finzione e sulla crisi del concetto di rappresentazione nella società contemporanee.
L’edizione 2002 ospiterà  una serie di spettacoli ispirati al tema del Cantiere.

Teatro d’Arte è definizione che avvalora il fare teatro grazie all’apporto di forme espressive di diversa natura artistica. Ciò è comunque peculiare del Teatro, ma nell’esperienza contemporanea, questa tendenza si accentua e genera nuove pratiche teatrali che abbattono confini tra attori e artisti, producono spettacoli di alto rigore formale, modificano il tessuto drammaturgico del testo.
La ricerca è svolta fra tradizione e sperimentazione, il confronto avviene prevalentemente sulla metodologia di lavoro. La fisicità del corpo dell’attore in rapporto con la materialità dell’oggetto, permane un argomento di centrale interesse.
Il progetto di un “Cantiere”, nasce dalla necessità di esplorare meglio questa dimensione contemporanea del teatro, attraverso un approccio pedagogico che sia in grado di orientare allievi, attori e artisti interessati all’approfondimento di questo fenomeno che ha già prodotto una”drammaturgia dell’attore”, una tendenza a considerare come “arti della performance” esperienze coeve fra teatro, danza, mimo e un grande interesse per l’universo variegato delle “figure drammatiche”. Considerati ingiustamente generi minori della teatralità, la maschera, la marionetta e in generale l’universo delle “figure” drammatiche, hanno assunto nella cultura del novecento una loro centralità e una loro rinnovata fisionomia.
Molti sono gli esempi e gli sviluppi nella scrittura drammaturgica, in letteratura e nelle arti figurative. Nella evoluzione della scena contemporanea, queste forme di Teatro, arricchite da un confronto con le culture dei teatri asiatici, si pongono come modello di rinnovato interesse fra Tradizione e Sperimentazione. Esse influenzano direttamente la pratica della rappresentazione essendo portatrici di codici innovativi e pongono nuovi punti di orientamento nelle metodologie connesse al lavoro dell’attore.


Programma

 

1.  Energia e concentrazione: dinamiche tra corpo e spazio.

2.  Il gesto e la parola, il gesto e il silenzio: la qualità dell’istante. Una riflessione sul valore espressivo delle azioni fisiche dopo l’esperienza di Grotowski

3. Il testo agito dal corpo: metodologia a confronto: mimo corporeo di Decroux. La tradizione della maschera della Commedia dell’Arte e il valore plastico e dinamico dell’espressione della maschera neutra come modello.

Incontri

Etienne Decroux: il messaggio di un maestro oltre i volti del tempo. Espressione e mimo corporeo  (Michele Monetta).

La lezione delle culture teatrali dell’oriente. Esempi e modalità di sincretismo teatrali. 

Il teatro delle differenze:  autodrammaturgia dell’emergenza sociale delle diversità.  (Vito Minoia).

 

Spettacoli
 

Open Class: Le Antigoni di Michele Monetta, ICRA Project
 

Giufà e il mare di Antonello Antonante -  Centro RAT
 

Edipuz di e con Stefano Angelucci Marino


 

 

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