05-11-2007 - OUVERTURE
OUVERTURE
per un teatro di poesia
Ideazione e regia: Francesco Gigliotti
Testi: Jean Thibedeau, Francesco Gigliotti
Musiche (eseguite dal vivo): Preludi di C. Debussy dal I e II libro
Spazio pittorico: Paul Delvaux ( “Le fasi della luna”)
Oggetti, maschere e costumi:Giorgio Distefano
Con: Agnese D'Apuzzo, Zahira Silvestri, Maria Elena Lazzarotto, Tiziana Battisti, Annalisa Defeo
Il progetto nasce dalla ricerca di evidenziare il valore plastico del corpo dell’attore nello svolgimento delle sue funzioni dinamiche.
Tutto ciò che genera comunicazione, a partire dal suono\parola, proseguendo con la musica e con il movimento dei corpi, è elaborato nel rispetto di un rigoroso codice poetico capace di stabilire il tempo d’ingresso di ogni azione sempre nel rispetto e nell’equilibrio dell’intera scena.
In “Ouverture”, lo spazio si rivela come il portico di accesso ad un universo assai più antico.
La discesa nel passato descritta nella performance, prima con le figure e gli oggetti familiari di un’infanzia, poi nel travestimento che a essi impone, sotto le forme di un mondo arcaico, sembra voler raggiungere un’origine immemorabile.
L’immagine affonda nella profondità della coscienza del tempo e l’azione non rivela mai la sua posta in gioco, come il gesto del dormiente che ogni notte si alza e va sempre nello stesso luogo, cercando qualcosa, per tornare a coricarsi senza averla presa.
Due coppie di donne procedono, rispettivamente, in linea orizzontale e verticale verso l’apertura di un possibile incontro; un contatto fra evocazione e ricordo, una meditazione leggera sul senso delle cose che cambiano, impercettibili, fra sogno della veglia e realtà.
Nel loro breve incedere sono come assistite da custodi a loro invisibili che le aiutano nelle loro funzioni.
La presenza e la musica di un pianoforte fisso al centro della scena, fa da contrappunto all’azione
La scelta dei testi prende in esame materiali di diversa provenienza fra arte, musica e poesia che trovano nella messa in spazio della performance un loro incontro ideale fra senso ed emozione.
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