12-02-2011 - IL CASTELLO
IL CASTELLO
liberamente ispirato a "Il Castello" di Kafka
Ideazione e Regia Francesco Gigliotti
Costumi e trucco Giorgio Distefano
Disegno Luci Nuccio Marino
Assistente tecnico audio luci Bruna Agnoni
Ricerche sonore e musiche Luca Casadei
Con Tiziana Battisti, Agnese D’Apuzzo, Francesco D’Atena
Maria Elena Lazzarotto, Zahira Silvestri
IL CASTELLO, opera ultima ed incompiuta di Franz Kafka, fu per l’autore il luogo di una possibile alternativa all’assurda società in cui viviamo. Tuttavia il protagonista del romanzo, l’agrimensore K, non riuscirà mai ad entrare in quel luogo per conoscerne i segreti nascosti e poter forse cambiare lo stato delle cose.
Il castello è dunque un luogo di redenzione misteriosa, indipendente dalla realtà, un labirinto colmo di inganni e di doni, dove in una tarda sera d’inverno arriva un uomo solo, il Signor K, viandante di una favola moderna alla ricerca del senso ultimo della propria vita.
A questo punto prende forma la nostra idea di spettacolo, materializzando il castello come un’attraente miniatura costruita sopra un cappello. Cappello che compare alternativamente sulla testa dei vari personaggi e che K, il protagonista, non riuscirà ad afferrare.
Per evidenziare la dinamica delle azioni, lo spazio della scena è stato trasformato in una pista circolare dove gli attori agiscono in continua mobilità come degli atleti.
L’uso di maschere moderne e la conoscenza del “codice energico” dell’espressività corporea ha consentito di rinunciare alla parola come significato principale ed ha inoltre reso possibile l’evoluzione di antiche tradizioni di spettacolo come il circo delle origini e la Commedia dell’Arte.
THE CASTLE
from Franz Kafka’s novel
Direction Francesco Gigliotti
Make up and costumes Giorgio Distefano
Light design Nuccio Marino
Light & audio assistant Bruna Agnoni
Musical research Luca Casadei
With Tiziana Battisti, Agnese D’Apuzzo, Francesco D’Atena
Maria Elena Lazzarotto, Zahira Silvestri
THE CASTLE was the last one and unfinished masterpiece by Franz Kafka. In his mind, it was the only alternative place to the absurd present society. However, the novel's protagonist, the surveyor K, will never be able to enter that place to learn the hidden secrets and to change the state of things.
Therefore the castle is a mysterious redemption place, independent of reality, a maze filled with deceptions and gifts, where Mr. K, a sort of modern fairy-tale wayfarer, comes during a late winter evening, looking for the ultimate life sense.
Our show starts from the castle materializing as an attractive miniature built on top of a hat. This hat appears alternately on the various characters heads but K will always fail to grasp.
The scene has been transformed into a circular track where the actors act as a continuous mobility so to highlight the general circular dynamic.
Modern masks and knowledge about the "energy code", the Commedia dell’Arte’s body expressive code, allowed us to regardless from the “spoken language” and has also made possible the evolution of ancient theater traditions like ancient circus and Commedia dell’Arte.
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